Comunicazione
per il Seminario
“INSEGNANTI E
BIBLIOTECARI
PER LA
PROMOZIONE DELLA LETTURA”
(Pontedera, 26 marzo 2002)
Paola Zannoner
PERCORSI DI DIDATTICA DELLA LETTURA:
PROMUOVERE LA LETTURA IN CLASSE
La promozione della lettura è un obiettivo pedagogico
che nel docente da una parte presuppone competenze letterarie specifiche
dall’altra consolida competenze psico-pedagogiche che afferiscono alla sfera
relazionale.
Competenze letterarie specifiche:
Non è possibile pretendere di promuovere la lettura
presso i bambini e i ragazzi senza un’adeguata conoscenza della produzione
editoriale contemporanea specifica. Si tratta di una conoscenza che permette
non solo la scelta e la valutazione da parte del docente, ma soprattutto la
condivisione e la guida attraverso i molti libri rivolti a quell’amplissima
fascia che racchiude la letteratura giovanile (o per bambini o per ragazzi che
dir si voglia), quindici anni dell’intera età evolutiva che va dalla fiaba
all’autobiografia, cioè dal primissimo genere letterario cui si avvicinano i
piccolissimi lettori alle più complesse tipologie narrative, appannaggio di
lettori più esperti. Un panorama troppo ampio e diversificato per poterlo
evitare, pena la rimozione culturale e la conseguente inadeguatezza nella proposta
di lettura.
La conoscenza della produzione letteraria è in
continuo aggiornamento, è una conoscenza in azione, passibile di ridefinizione
e discussione. Mentre sulla letteratura classica possiamo avvalerci di una
competenza determinata una volta per tutte (anche se su questo credo che
potremmo discutere, perché il classico presuppone anche rilettura, analisi e
discussione di parametri e criteri di traduzione, attualità del contenuto, e
così via), per la contemporaneità non possiamo che la ricerca, avvalendoci
degli strumenti dell’autoaggiornamento e della critica, rappresentati ad
esempio dalle riviste specializzate, partecipando alle occasioni di dibattito e
riflessione culturale – Festival, Convegni, Fiera del Libro di Bologna, Corsi
di formazione – costruendo un rapporto con la biblioteca pubblica, visitando
periodicamente la libreria. Questo tipo di conoscenza presuppone un impegno non
particolarmente gravoso per il docente che intenda perseguire l’obiettivo della
promozione alla lettura. Sarò molto pragmatica: una giornata all’anno, durante
la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, offre già l’occasione per
aggiornarsi sulle novità, procurarsi i cataloghi e le riviste, parlare con gli
operatori (una giornata che possiamo farci riconoscere come aggiornamento);
un’ora al mese in libreria, nel settore specializzato, ci permetterà di
individuare le nuove tendenze editoriali, le collane, i generi; una visita
periodica in biblioteca, ogni quindici giorni per esempio, ci permetterà di
leggere i libri che abbiamo notato in libreria o che il bibliotecario ci
suggerisce come quelli preferiti dai ragazzi, ci permetterà anche di prenderne
in prestito; infine, per la lettura, vogliamo calcolare un paio d’ore la
settimana, togliendole, ad esempio, alla televisione? In totale, abbiamo
bisogno di circa dieci-dodici ore al mese, più una giornata all’anno per la
Fiera di Bologna. In pratica, sto parlando di una quantità di tempo che
pretenderebbe qualunque impegno laboratoriale, che sia la ricerca in Internet o
un corso di musica, la realizzazione di una drammatizzazione o un percorso
multiculturale.
Competenze comunicative e affettivo-relazionali.:
La conoscenza della letteratura, da sola, non
basta a promuovere la lettura presso i ragazzi: il rischio è l’esibizione di
una grande competenza, di una preparazione come si dice, ma il minimo
coinvolgimento empatico, anzi, forse il solito sospetto sulla lettura come
secondo fine dell’insegnante per costringere ad esercizi, valutazioni e
riflessioni.
Noi adulti siamo spesso preoccupati del fatto
che leggere debba insegnare qualcosa ai ragazzi, siamo più attenti al
contenuto, o meglio ancora alla “tematica” del libro che non alla sua qualità
letteraria, cioè allo stile, alla coerenza, all’efficacia linguistica,
all’originalità della scrittura, alla sua capacità evocativa. Non teniamo conto
che l’atto della lettura in sé
rappresenta l’atto fondante per la conoscenza di sé e del mondo, poiché leggere
presuppone riconoscimento, identificazione, concentrazione, riflessione, stimola
la memoria, l’esperienza, l’emozione, l’espressione, la comunicazione, fornisce
una possibilità di apertura verso il mondo rivelando la grande complessità
umana, la diversità, la molteplicità, i sentimenti che ogni essere umano
riconosce e condivide, in una parola la lettura apre all’universalità
dell’animo attraverso la piccola essenza delle parole.
Da cui l’importanza di promuovere la lettura
attraverso tanti libri e soprattutto libri diversi: non il libro unico, il
testo di narrativa obbligatorio, una vera tortura per il lettore che ama
scegliere, farsi catturare da un titolo o da una copertina, vagare tra gli
scaffali e cercare il libro che lo attrae. E ancora la gratuità della proposta,
di cui tanto spesso si discute: leggere per leggere, perché leggere non è mai
un atto solipsistico, è atto creativo e interpretativo,
E infine l’attenzione, il rispetto delle
scelte, la condivisione di una passione, la disponibilità alla discussione e al
cambiamento delle proprie opinioni. Perché può darsi che ai ragazzi non piaccia
il libro che abbiamo caldeggiato come è probabile che noi non apprezziamo un
autore o un genere che i nostri bambini prediligono: la lettura ci offre
l’occasione per conoscerci e interagire, approfondire alcuni aspetti,
illuminare sfaccettature della personalità rimaste in ombra, ma anche aspetti
della storia che non avevamo preso in considerazione e che i bambini possono
contribuire a farci comprendere e apprezzare.
COMPETENZE COMPETENZE
BIBLIOGRAFICHE COMUNICATIVE
AFFETTIVO-RELAZIONALI

DOCENTE PROMOTORE
DELLA LETTURA

DIDATTICA LABORATORIALE
PERCORSI DI LETTURA
ANIMAZIONE ALLA LETTURA
Percorsi di lettura:
Nel mio manuale Come si costruisce un percorso di lettura (Milano,
Mondadori, 2000) ho cercato di fornire una metodologia di base per promuovere e
svolgere un progetto didattico sulla lettura che interessi le diverse
discipline (come strumento metadidattico e trasversale) e che
contemporaneamente possa promuovere il piacere della lettura: significa in pratica
lavorare con i libri di narrativa contemporanea, non finalizzati alla verifica
linguistica ma concepiti come strumenti per una conoscenza più vasta e
profonda, per la formazione del lettore come autonomo esploratore della grande
ricchezza della letteratura: è ciò che il sociologo francese Edgar Morin, nel
suo La testa ben fatta, chiama scuola di vita[1]
e cioè:
- scuole della lingua, che rivela tutta la sua qualità e
possibilità attraverso l’opera di scrittori e poeti, e permette all’adolescente
delle cui ricchezze egli si appropria, di esprimersi pienamente nella sua
relazione con gli altri
- scuole della
qualità poetica della vita, e quindi
dell’emozione estetica e dello stupore
- scuole della
scoperta di sé, in cui l’adolescente può
riconoscere la sua vita soggettiva attraverso quella dei personaggi di romanzi
o film perché alcuni libri
costituiscono “esperienze di verità” dando forma e svelandoci una verità
ignorata, nascosta, profonda, informe, che portiamo in noi e che ci procura la
doppia estasi della scoperta della nostra verità nella scoperta di una verità
esterna a noi, che si accoppia alla nostra verità, la incorpora e diviene la
nostra verità.
- scuole della
complessità umana. E’ il romanzo che
estende il regno del dicibile alla complessità infinita della nostra vita
soggettiva, che utilizza l’estrema precisione della parola, l’estrema
sottigliezza dell’analisi per tradurre la vita dell’anima e del sentimento.
- scuole della
comprensione umana. La magia del libro ci
fa comprendere ciò che nella vita quotidiana non comprendiamo.
Il mio consiglio agli
insegnanti che scelgono di articolare un progetto lettura attraverso percorsi
tematici è quello di proporre libri diversi, illustrati e non, di generi
letterari differenti ( a meno che non vogliamo proporre un percorso di lettura
su uno specifico genere narrativo), di autori famosi e meno famosi. Libri da
procurarsi all’interno del panorama editoriale attuale, perché l’approccio alla
narrazione contemporanea è più immediata e piacevole per i bambini e i ragazzi
di oggi: il linguaggio e la scrittura contemporanea possiedono una maggiore
affinità con i gusti dei giovanissimi lettori rispetto ai pur validissimi
classici che non possono rispecchiare comportamenti e problemi di oggi.
Il percorso di lettura
prevede una didattica laboratoriale che esplori una problematica attraverso più
testimonianze e ipotesi, che proceda per ricerche, scelte, discussioni, e non
per nozioni acquisite. Il percorso di lettura ci permette di realizzare alcuni
importanti obiettivi curriculari:
-
sviluppo di un percorso coerente e integrativo
-
approccio con libri differenti che svolgono uno
stesso tema
-
stimolo e rinforzo della lettura
-
attribuzione del valore socializzante ed
esperenziale della lettura
-
conoscenza e confronto tra diverse storie,
diversi generi letterari, diversi autori
-
collaborazione tra differenti insegnamenti e interdisciplinarità
-
acquisizione di conoscenze e competenze
operative
-
stimolo alla ricerca e all’uso delle
informazioni
-
produzione di elaborati a partire dai libri
Liberata dalla
finalizzazione prescritta dal concetto di “abilità”, la lettura ritrova
attraverso il percorso di lettura la sua più autentica vocazione alla competenza, non solo come applicazione
della conoscenza ma soprattutto come consapevolezza di quella conoscenza.
Lavoro di
progettazione e di condivisione, il percorso di lettura può articolarsi in
quattro fasi fondamentali che riassumo in questo schema:
PROGETTO
PERCORSI DI LETTURA
1 FASE: SCELTA
DI UN TEMA TRASVERSALE
-
coinvolgimento aree disciplinari
-
aree di intervento possibili (ricerca storica,
ricerca iconografica, esplorazione del territorio, visite guidate, attività
espressive, attività di indagine, produzione di mappe, schemi, statistiche,
etc.)
-
modalità di lavoro: lettura, ricerca, analisi,
uso di strumenti, produzione scritta, etc.
2 FASE:
SVILUPPO DEL TEMA
-
lettura dei testi, in gruppo e individualmente
-
relazioni con altri media (giornali, film, tv,
etc.)
-
approfondimenti antropologici, geografici,
scientifici. Confronto ed elaborazione di dati, uso di informazioni,
produzione.
-
visite, attività, ricerche, lavori di gruppo,
indagini
-
possibile intervista con l’autore
3 FASE:
PRODUZIONE
-
procedimenti di elaborazione e sviluppo,
riflessioni, ipotesi di lavoro, analisi, costruzione, apprendimento di tecniche
o di strumenti di indagine
-
presentazione del prodotto (mostra di disegni e
libri, giornalino o rivista con recensioni, poster sulla lettura, segnalibro,
agenda con libri e autori, schedatura e catalogo di biblioteca di classe,
mostra di libri costruiti dai bambini, racconti inventati su un genere,
costruzione di una collana, costruzione di un gioco, drammatizzazione…)
4 FASE:
VALUTAZIONE
-
autovalutazione dei bambini
-
valutazione collettiva
-
valutazione esterna
[1] Edgar Morin, La testa ben fatta, Milano, Raffaello Cortina,
2000, p. 46 e segg.: le parti in corsivo riportano i concetti espressi da Morin
nel saggio